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Venerdì, 20 Ott 2017

Migliorare lo smaltimento dei rifiuti elettronici che inquinano e uccidono

 

I rifiuti fanno male.

 


Detta così, la notizia non giunge nuova alle nostre orecchie; ciò che però ci stupisce e ci lascia sgomenti è anche lo smantellamento regolare e lecito delle ‘vecchie tecnologie’ è pericoloso per la terra e per il benessere dei suoi abitanti, uomo in primis.

 

Non sto parlando di discariche abusive o di cellulari, pc e palmari lasciati accidentalmente nel cassonetto della spazzatura, ma dei legali e ufficiali parchi industriali che nonostante le procedure “regolari” sono nocivi per la salute di chi vive lì intorno.
Lo studio che ha condotto a questo esito è stato portato avanti in Cina, attraverso l’analisi dell’inquinamento atmosferico prodotto da un gigante “parco industriale di e-waste”.

 

I ricercatori hanno analizzato l’impatto dell’inquinamento atmosferico locale sulle cellule polmonari umane e i risultati emersi sono più catastrofici degli effetti collaterali indicati solitamente sul bugiardino dei medicinali. Si parla infatti di infiammazioni, stress ossidativo, malattie cardiovascolari e perfino cancro, per non parlare dei danni che tutto questo potrebbe arrecare al DNA.

 

Per quanto difficile, e leggermente paradossale possa sembrare, le aziende di elettronica da anni si impegnano a dare un’immagine di sé il più possibile compatibile con l’ambiente; ora lo sforzo rischia però improvvisamente di essere vanificato dai risultati di questa ricerca. Per questo, alcune aziende leader nel settore, tra cui ad esempio Sprint, hanno inserito nella loro agenda-verde dei prossimi anni, la volontà di creare un piano in grado di raccogliere e smaltire il 100% dei propri rifiuti entro il 2017.

 

Smaltimento Rifiuti Elettronici

 

L’impegno è lodevole, ma i numeri rendono meglio l’idea: il livello di rifiuti elettronici generato ogni anno è infatti gigantesco. Oltre alla quantità (50 milioni di tonnellate all’anno) ciò che mi lascia basita è la qualità di queste scorie: piombo, rame, stagno, mercurio e cadmio sono in cima alla lista.

 

Poi la lista si allunga con decine di altri metalli pesanti. Questi metalli vengono rilasciati nell’aria durante lo smontaggio e, quando vengono respirati dagli inconsapevoli abitanti, creano gravi danni alle cellule epiteliali polmonari provocando di conseguenza l’insorgenza di gravi malattie, esattamente come è avvenuto nella zona industriale a Taizhou, nella provincia di Zhejiang, in Cina.

 

Rammarica ancora di più, sapere che, come al solito, a rimetterci sono i paesi poveri, poiché a causa delle leggi permissive e delle primitive tecniche di demolizione accompagnate da tecniche di riciclaggio tutt'altro che ecologiche, ricevono, dalle nazioni ricche occidentali tutti gli e-rifiuti dei paesi sviluppati.

 

Finchè non troveremo il modo di  rispettare l’ambiente, ancora una volta,forse, la soluzione rimane la stessa: consumare meno. Il metodo usa e getta, mordi e fuggi, non è felice né per l’ambiente né per i suoi abitanti.

 

 

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