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Martedì, 17 Ott 2017

Anidride Carbonica, Idrogeno e Clatrati per risolvere un problema Energetico Sostenibile

 

Sembra che dal centro di ricerca di Postsdam stiano arrivando interessanti novità riguardo il noto e blasonato problema energetico. A riportarle è niente poco di meno che il premio Nobel per la Fisica Carlo Rubbia, che proprio in tale Istituto situato vicino a Berlino sta studiando tre "ricette energetiche" pulite.

 

 

E su queste tre 'ricette', tre filoni di ricerca per la sostenibilità della produzione di energia Berlino ci crede davvero tanto che "il governo tedesco ha sostenuto questo centro di cui sono direttore scientifico dal giugno scorso e con me -ha detto ancora Rubbia- lavorano scienziati da tutto il mondo, fisichi, chimici, economisti, esperti di scienze sociali, rappresentanti dei più grandi enti scientifici tra cui ricercatori del Maxplanck".


Ma quali sono quindi le "tre ricette magiche" per un problema energetico sempre crescente ma che deve essere affrontato in maniera "sostenibile"?

 

"siccome catturare l'anidride carbonica e poi stoccarla sotto terra non funziona la nostra idea è quella di bruciare fossili senza però produrre anidride carbonica. Così invece di usare il gas metano, pensiamo di scomporlo in un tubo a mille gradi in idrogeno e carbonio. L'idrogeno diventa un 'carburante' pulito e il black carbon si trasforma in una base per altri prodotti".

 

La seconda ipotesi per sostituire il petrolio "quando scarseggerà". Rubbia ha spiegato che la loro idea è di "catturare l'anidride carbonica che già viene prodotta ed è anche già pagata e di mescolarla con l'idrogeno per produrre metanolo che si può trasformare in tante maniere per esempio in etanolo, in urea e in resine. In questo modo la Co2 si trasforma in un asset".


E poi il Nobel per la fisica 1984 ha parlato di una sostanza chimica "molto poco conosciuta ma molto importante, i clatrati". "E' una sostanza chimica -ha spiegato il fisico italiano- scoperta di recente e che di recente si è capito ce ne sono quantità enormi in tutto il mondo. I clatrati si possono trovare nelle parti più profonde di fondali oceanici addirittura si parla di una potenzialità di 10mila giga tonnellate. Rappresentano una grandezza enorme rispetto alle poche centinaia di giga tonnellate che ci sono di metano e petrolio convenzionali" ha concluso Rubbia sottolineando che i clatrati possono rappresentare trenta volte la produzione di gas naturale.

 

 

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