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Lunedì, 23 Ott 2017

McDonalds vara il progetto produzione sostenibile

 

McDonald’s ha rilasciato un piano per arrivare ad una produzione sostenibile di carne, caffè ed imballaggi.

 

 


L’azienda ha creato il Sustainable Land Management Commitment che richiederà gradualmente ai fornitori di ricavare cibo e materiali da terre coltivate con metodi sostenibili, anche se per il momento non ci sono date di scadenza prefissate, e si concentrerà inizialmente su bestiame, pollame, caffè, olio di palma ed imballaggi.


Sono stati scelti questi cinque settori, grazie all’aiuto delle analisi del World Wildlife Fund, a causa del fatto che sono I settori più sensibili al cambiamento a favore di un minor impatto ambientale. In particolare il bestiame ha il più grosso impatto ambientale tra I cibi proposti da McDonald’s.

McDonalds Going Green

La United Nations Food and Agriculture Organization ha riportato nel 2006 che il bestiame incide per il 18% sulle emissioni globali di gas serra, espellendo non solo diossido di carbonio, ma anche ossido nitroso e metano, che sono ancora più influenti della CO2 nel determinare il riscaldamento globale.La produzione di carne bovina inoltre deperisce ed inquina la terra e le acque a causa di deiezioni animali, antibiotici e ormoni, così come fertilizzanti e pesticidi utilizzati nei campi destinati al nutrimento del bestiame.

 

McDonald's inizialmente ha sponsorizzato uno studio di tre anni, sviluppato da E-CO2 Project, riguardo alle emissioni di CO2 da parte di 350 allevamenti di bestiame nel Regno Unito ed Irlanda, ed in collaborazione con Global Conference on Sustainable Beef.La crescente domanda di carne bovina ha inoltre portato alla deforestazione, come ad esempio in  Amazzonia e nei relativi ecosistemi.

 

A partire dal 1989, McDonald's ha sviluppato una politica per cui non compra carne bovina proveniente da allevamenti in aree disboscate del Brasile. L’azienda inoltre ha in mente di creare un programma per rintracciare e certificare il bestiame allevato in maniera sostenibile nell’area amazzonica.Allo stesso modo, per il pollame, McDonald's ha lavorato per evitare di comprare foraggio, soprattutto soya, da aree disboscate collaborando con i maggiori acquirenti di soya e creando un accordo volontario per non comprare soya da aree disboscate. L’azienda inoltre si adopererà per adottare I migliori metodi di smaltimento delle deiezioni avicole, le quali, come le deiezioni bovine, danneggiano ed inquinano le acque.I management europei ed in generale extra-statunitensi dell’azienda, hanno cominciato a fare passi avanti per quanto riguarda l’approvvigionamento di caffè proveniente da coltivazioni sostenibili, con tutti i magazzini in Australia, New Zealand e 39 paesi europei, che acquistano caffè certificato dalla Rainforest Alliance o Utz. Negli Stati Uniti, McDonald's ha affermato che creerà un progetto per fornire agli agricoltori formazione per quanto concerne pratiche e trattamenti sostenibili e relazionerà sugli acquisti di caffè certificato.

 

Per quanto riguarda l’olio di palma, la compagnia ha in progetto di unirsi alla Roundtable on Sustainable Palm Oil e mira all’acquisto unicamente di olio dip alma certificato dalla Roundtable entro il 2015, un’obiettivo condiviso da aziende del calibro di Walmart and General Mills.Dal momento che la maggior parte degli imballaggi di McDonald's è composto di carta, l’impegno per gli imballaggi è ruotato principalmente attorno all’intento nell’acquisto di fibre da materie "legali ed accettabili", dimostrando una preferenza per risorse certificate.

 

Tra I vari programmi di certificazione forestale, McDonald's ha espresso la sua preferenza per la certificazione Forest Stewardship Council, ma riconosce tuttavia le varie Sustainable Forestry Initiative, Programme for the Endorsement of Forestry Certification, CSA International and Cerflor. Unitamente all’annuncio del Sustainable Land Management Commitment, McDonald's ha rilasciato il suo ultimo report di responsabilità aziendale, nel quale dichiara che verrà rilasciato un report nel corso dell’anno riguardo all’utilizzo di fertilizzanti e pesticidi nelle coltivazioni di patate.

 

Il report è basato su un’indagine dei fornitori che è stata creata in risposta ad una delibera degli azionisti.

 

 

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