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Martedì, 17 Ott 2017

Illuminazione LED, anche Cottarelli ne scopre il potenziale! - Pagina 2

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Illuminazione LED, anche Cottarelli ne scopre il potenziale!
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Una anomalia quella italiana che fa balzare il nostro paese in testa alla classifica europea sia dello spreco che del conseguente inquinamento luminoso, anch’esso quasi completamente risolvibile con la evoluzione LED.

 

L’Italia, presenta infatti un consumo annuo per illuminazione pubblica di circa 107 kWh/abitante, oltre il doppio dei 42 kWh/abitante della Germania e della Gran Bretagna e un terzo in piu’ della Francia, e circa il doppio della media Europea che si attesta intorno a 51 kWh/abitante. Una cosa ancor più grave è rappresentata dal fatto che la sorgente maggiormente impiegata in Italia per illuminare le strade è ancora la lampada al sodio al alta pressione (SAP) da 150 Watt, nonostante la legislazione europea consenta di illuminare le strade con sorgenti da 70 Watt, molto più economiche e utilizzatissime all’estero (vedi grafico seguente).

Consumo Elettrico per Abitante

 

Un dato reso ancora più grave dalla latitudine del nostro paese e quindi da un ciclo di accensione medio intorno alle 10 ore/giorno, inferiore alla media europea.

Potenza per Superficie Urbanizzata

Potenza per superficie Ubranizzata (fonte Cielo Buio)

Punti Luce per Km2

Numero di punti luce per ogni km2 urbanizzato (fonte Cielo Buio)

 

A Berlino gli abitanti per punti luce sono 15,6: a Milano sono 9,4 (dati gentilmente forniti da Istil “Istituto di Scienza e Tecnologia dell’Inquinamento Luminoso”). Facendo sue facili conti, a fronte dei 60 milioni di italiani, con un costo procapite di circa 20 euro/anno, abbiamo una spesa per l’illuminazione stradale pari a circa due miliardi di euro, gravante prevalentemente sulle finanze dei comuni e quindi dei contribuenti e un inquinamento luminoso con i suoi aspetti dannosi, decisamente elevato.

 

Nella sua analisi, il commissario Cottarelli, evidenziando come non sia dimostrato il legame tra intensità della illuminazione stradale e tasso di criminalità, precisa che poi che non si tratterebbe di spegnere le luci, ma di sostituirle con tecnologie Led, riducendo l’illuminazione di strade a scorrimento veloce, di aree ad uso industriale o artigianale e di zone urbanizzate non edificate.

 

Infine Cottarelli respinge la tesi che lo spegnimento delle luci manderebbe in fallimento le municipalizzate, che secondo lui vanno rese efficienti e non salvate a tutti i costi. Una scoperta dell’”acqua calda”, su di un tema che vede spesso dalla stessa parte che combatte ogni giorno sui temi del risparmio e della efficienza energetica e organizzazioni di grande valore anche scientifico nell’ambito dell’inquinamento luminoso come Cielo Buio o Istil “Istituto di Scienza e Tecnologia dell’Inquinamento Luminoso.

 

Risparmi potenziali fino ad oltre un miliardo annuo, attraverso investimenti tramite ESCO (Energy Saving COmpany), da parte dei comuni italiani, orientati all’ammodernamento dell’illuminazione attraverso forme di partenariato pubblico privato o mobilizzando fondi europei. Sicuramente a questo punto è necessario un pò di coraggio e smettere di avere paura del buio, in un contesto nel quale, enti di riferimento come ENEA con il Rapporto Lumiere e anche successivamente su quelle linee guida anche ANCI con la consociata tematica ANCITEL , hanno messo a disposizione dei Comuni italiani tutto quello che serve per passare all’azione.

 

 



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