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Lunedì, 23 Ott 2017

Auto Elettrica, Car Sharing: "il logorio della vita moderna". - Pagina 3

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Auto Elettrica, Car Sharing: "il logorio della vita moderna".
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Auto Elettrica

 

A livello di prestazioni purtroppo, non sono state reperite molte informazioni circa autonomia e velocità. Fu infatti proprio durante la prima grande crisi petrolifera del 1973-1974, legata alla guerra del Kippur che vide fronteggiarsi arabi e israeliani, che quelli della mia età (avevo 18 anni allora), si ricordano bene, per le famose domeniche “a targhe alterne”, quando si videro sulle strade anche altre vetturette elettriche come la Zagato Zele.

 

Una storia anche questa, che dimostra ancora una volta come l’approccio preventivo, soprattutto in Italia, non faccia parte assolutamente del DNA dei nostri decisori. Come infatti succede nell’ambito dei disastri climatici (vedi post “Rapporto OCSE: politica ambientale in Italia solo in emergenza”), le idee come quella di Dalle Molle fortemente orientate al futuro non sfondano, venendo riprese solo quando si è creata una situazione di emergenza dovuta proprio alla precedente mancanza di lungimiranza, ed il caso del progetto TOTEM predisposto dall’ingegner Palazzetti, del Centro Ricerche FIAT proprio in quegli anni, è lì a dimostrarcelo.

 

Tornando al sistema “Rent and Run”, la cosa impressionante del progetto di Dalle Molle (scomparso nel 2002 a 93 anni, dopo avere sposato tre anni prima una donna di 40 anni più giovane e lasciando una favolosa eredità contesa nelle aule giudiziarie ) era però il concetto, insito anche nel nome, allora estremamente innovativo di parcheggi scambiatori automatizzati e computerizzati e del veicolo in condivisione in un periodo in cui l’auto era uno status ed una “proprietà” per antonomasia.

 

Pensare solamente allora di arrivare in un grande parcheggio scambiatore dove l’automobilista può lasciare la propria vettura, digitare su un sistema computerizzato la richiesta del tipo di veicolo elettrico adeguato alla propria esigenza del momento (due posti, tre posti, furgone ecc.) ed inserire una carta di credito con il display sul quale appare il numero della vettura disponibile ed un cassettino che esce offrendoti le chiavi del mezzo richiesto, tenendo anche conto dell’esemplare di quella tipologia con il maggiore livello di carica delle batterie, togliendo all’utente ogni altra preoccupazione. A questo punto basta staccare la spina dalla colonnina di ricarica e partire per le proprie commissioni in centro città.

 

Al ritorno si restituisce l’auto elettrica e si riprende la propria auto. Incredibile pensare che ciò sia stato pensato 40 anni fa e non in uno dei molti progetti di car sharing che le grandi municipalità o case automobilistiche stanno cercando di implementare in questo periodo. Un omaggio doveroso a questo grandissimo precursore di ciò che oggi si va materializzando all’interno dei progetti di mobilità sostenibile in chiave “smart cities”.

 

Ci fosse stato in quel tempo qualche amministratore illuminato che si fosse preso carico di portare avanti quel progetto avrebbe probabilmente potuto determinare esperienze e sviluppi davvero interessanti.

 

 



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