Il mondo verso la mobilità sostenibile: fare il pendolare diventa più semplice

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L’indagine annuale “Global Commuter Pain survey” (letteralmente “Inchiesta globale sul dolore dei pendolari"), condotta su 20 città in tutto il mondo rivela – nonostante un grado di insoddisfazione piuttosto alto – progressi significativi a livello mondiale in direzione della mobilità sostenibile.

 


Mobilità sostenibile

 

Circa 8.000 tra i pendolari intervistati hanno dichiarato infatti che la quantità di traffico si è ridotta “abbastanza” o “in modo significativo” negli ultimi tre anni.

 

Altri segni di speranza che emergono dall’inchiesta sono un aumento sostanziale dell’uso del car pooling e dei mezzi pubblici: circa un terzo degli intervistati ha dichiarato di aver cambiato modo di viaggiare rispetto all’anno precedente, e di questi il 45% afferma di essere passato al trasporto pubblico.

 

A Nairobi, in Kenya, il 70% dei residenti ha aumentato la loro utenza sul trasporto pubblico nell’ultimo anno, mentre a New York City il numero di pendolari nella regione metropolitana che afferma di guidare da sola fino al lavoro è scesa dal 90% nel 2010 al 59% nel 2011.

 

Motore di questa tendenza è che le città interessate stanno investendo in infrastrutture per agevolare i pendolari, con diminuzione del traffico e dell’inquinamento ambientale.

 

IBM, naturalmente – da qui il suo sondaggio – è coinvolta attivamente in queste iniziative di mobilità intelligente”, a partire da progetto “Smarter Planet” (“Un pianeta piu’ intelligente”) incentrato su una gestione ottimale delle risorse e consumi energetici piu’ rispettosi dell’ambiente applicata non solo ai piani di innovazione di aziende pubbliche e private, ma anche alle esigenze dei cittadini.

 

A Stoccolma, ad esempio, il suo sistema Congestion Change – che ha ridotto gli ingorghi e aumentato i pedaggi in base alle esigenze – ha portato a una diminuzione del traffico globale del 18% e, di conseguenza, a una riduzione delle emissioni di almeno il 14%, raccogliendo 573 milioni di corone (circa 84 milion di dollari USA) all’anno di tasse da reinvestire nel miglioramento delle infrastrutture stradali.