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Sabato, 21 Ott 2017

Soluzioni innovative per convertire rifiuti in combustibili

 

Parliamo oggi di alcune interessanti soluzioni che le compagnie stanno adottando per generare carburante dai rifiuti, in modo da far fronte ai problemi di impatto ambientale e disponibilità dei combustibili fossili.

 

Il primo metodo riguarda la trasformazione di rifiuti plastici a basso inquinamento in combustibili sintetici tramite pirolisi e distillazione: si calcola che una tonnellata di plastica dovrebbe generare circa 700 litri di gasolio, 200 litri di cherosene e 50 litri di olio leggero.

 

Nel video seguente potete vedere un esempio di questo processo:

 

Il secondo metodo è ancora piu' creativo: secondo una ricerca dell'Università della Louisiana a Lafayette il grasso di alligatore può essere usato come biodiesel.

 

Gli alligatori sono attualmente allevati per la loro carne e per la loro pelle, e le industrie dispongono di un sottoprodotto annuo di 15 milioni di chili di grasso, che potrebbero essere trasformate in circa 1,25 milioni di galloni (piu' o meno 40.000 barili) di carburante.

 

Forse non è molto rispetto ai 10,5 milioni di barili giornalieri importati dai soli Stati Uniti negli ultimi anni, ma forse sforzi di piccola scala come questo potrebbero avere un impatto significativo nel corso del tempo.

 

Ma nessuno di questi approcci rischia conseguenze indesiderate?

La conversione plastica-combustibile sembra un'ottima soluzione per tenere plastiche a valore inferiore fuori dalle discariche, ma alcune di queste plastiche contengono additivi potenzialmente pericolosi per la salute umana e per la riproduzione, senza contare che, nella ricerca di carburanti a basso costo, non si affronta il problema della dipendenza da combustibili fossili.

 

Scegliere di utilizzare il grasso di coccodrillo incoraggerebbe invece gli allevamenti che ingrassano e confinano animali selvatici, e non è illogico prevedere che ciò porterebbe a un aumento della presenza dell'animale nei ristoranti e nell'abbigliamento, per non parlare dell'ulteriore stress dei sistemi idrici.

 

Queste preoccupazioni possono rivelarsi infondate, ma è giusto procedere con un'analisi approfondita e valutare l'impatto sull'ecosistema.

 

Forse la domanda piu' importante è questa: data tutta la creatività dimostrata nel trovare nuove fonti di carburante, ne stiamo usando abbastanza per evolvere da una società dipendente dai carburanti?


 

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