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Martedì, 17 Ott 2017

L'Energia Nucleare perde splendore

 

La catastrofe porta consiglio.

 


Se con Chernobyl non l’avevamo capito, la recidiva Fukushima ha risvegliato (forse) gli animi, le coscienze e i cervelli: gli esperti di sostenibilità, alla luce della strage e delle conseguenze catastrofiche la cui lista è in costante via di sviluppo, hanno affermato che l’energia nucleare non è più in cima alla classifica tra gli ingredienti indispensabili per ottenere un futuro energetico a bassa emissione di carbonio.

 

 

In Giappone, il primo ministro Naoto Kan ha annunciato che il suo paese sta rivalutando la posizione sul nucleare, mettendo in gioco invece la possibilità di far entrare l’energia rinnovabile ai primi posti nella top ten delle priorità politiche della nazione.

 

Energie Rinnovabili contro Energia Nucleare

 

Non solo. All’alba dell’apocalisse (Fukushima docet), Angela Merkel ha aperto gli occhi, e da avvocato del nucleare, è passata alla controparte affermando che i 17 impianti nucleari ora presenti in Germania saranno tutti eliminati entro il 2022.

 

Al di là delle riflessioni dei politici, per approfondire la questione la Global Scan Corporate ha deciso di intervistare 550 esperti, provenienti da 67 Paesi, per capire qual è veramente la situazione mondiale relativa al tema.

 

Al di là delle intenzioni nominali dei capi di Stato un dato che non rincuora è che oltre due terzi degli esperti dichiara di non credere alle parole dei governanti quando parlano di slancio verso le energie rinnovabili. Secondo l’ opinione di oltre 250 esperti vi sarà una forte discrepanza tra le promesse e quello che invece accadrà nella realtà. Come al solito, infatti, sarà il mercato, e non la ragionevolezza, a decidere quale strada intraprendere.  Nonostante questo, il suggerimento velato che ben l’83% degli esperti si sente di dare ai governi è quello di investire molto di più nell’energia solare.

 

Il 73 % poi, sostiene che sia fondamentale tenere presente anche il settore eolico. Soltanto un terzo degli specialisti, il gruppo forse degli inguaribili ottimisti, ha azzardato perfino l’ipotesi che col tempo sarebbe opportuno che ci impegnassimo a eliminare totalmente l’energia nucleare, anche in virtù del fatto che il problema delle scorie ancora non è stato risolto. E quasi la metà afferma lo stesso in merito al carbone.

 

Per concludere, gli esperti sono stati invitati a classificare cinque cose che le imprese e le istituzioni potrebbero fare per procedere verso un futuro energetico sostenibile.

 

Le azioni elencate non sono certo presenti nell’ agenda politica del nostro paese e questo non fa che aumentare il mio pessimismo cosmico catastrofico. Si tratterebbe infatti utopicamente di investire in tecnologia ad alta efficienza energetica, sviluppando prodotti e servizi che consumano meno, aumentando gli acquisti di energia rinnovabile, di lobby per la politica pubblica e di incentivare il coinvolgimento dei dipendenti in materia di efficienza energetica.

 

 


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