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Venerdì, 20 Set 2019

Migrazione del modello Energetico e Smart Grids: la situazione Europea

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Migrazione del modello Energetico e Smart Grids: la situazione Europea
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 Articolo a cura di Sauro Secci

 

Tra le priorità fondamentali della immensa rivoluzione in atto nello scenario energetico del nostro paese, da un modello energetico centralizzato e monopolista verso uno completamente “nuovo” fino nel profondo, distribuito, partecipativo ed altamente democratico, sicuramente quello della creazione di nuove reti elettriche bidirezionali, oramai di tipo ICT, cioè completamente digitali che vengono comprese nel nuovo termine di “smart grids” o “reti elettriche intelligenti”. Un ambito complementare a quello della domotica, dell’approccio della ottimale gestione dei consumi all’inetrno dlel ebaitazioni già trattato in questo articolo.

 

Una richiesta di azioni strutturali fatte dai soggetti gestori di reti come TERNA e Enel Distribuzione , arriva forte dal fronte italiano delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, che chiedono a gran voce alla politica, interventi in tal senso, partendo dal confortante contesto di partenza del nostro paese, fatto di numeri da capogiro, come gli oltre 550.000 piccoli impianti fotovoltaici installati sulle abitazioni degli italiani, tutti dotati delle sensoriali estreme di questa nuova rete digitale che potrebbe essere costituita, con oltre il 90% di contatori bidirezionali di energia già installate fino ai punti di utilizzazione ed oggi potenziale produzione di energia. Un aspetto che non sfuggirebbe neppure a Mister Magoo, facendo la scala dei più miopi della storia, ma forse i nostri “attuali” politici vanno oltre. Interessante l’uscita in questi mesi di un report del Joint Research Center della Commissione Europea che fornisce un quadro esaustivo e aggiornato dei progetti di rete intelligente avviati nell’Unione e che vede come settore strategico proprio le smart grids, fondamentale per proseguire nella fase di migrazione energetica ad argine dei cambiamenti climatici garantendo una armonica convivenza fra fonti energetiche programmabili e non, in un’ottica di efficienza complessiva del sistema.

 

Smart Grid

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Una importanza quella delle smart grids, che non è sfuggita nemmeno all’ultimo report di Bloomberg “New Energy Finance”, che prevede che il 70% della nuova potenza installata nei prossimi 17 anni sia da fonti rinnovabili.

 

Ma torniamo al punto sulle smart grids in Europa del recentissimo rapporto del Joint Research Center della Commissione europea, “Smart Grid projects in Europe: lessons learned and current developments” (vedi allegato in basso), fotografia davvero esaustiva, in forma di inventario, dei progetti europei in atto.

 

Sono ad oggi ben 281 progetti i progetti avviati nella UE sulle reti intelligenti per un ammontare di investimenti pari a 1,8 miliardi di euro, concentrati oggi su:

 

  • sistemi di monitoraggio e controllo delle reti
  • piattaforme informatiche per il coordinamento dell'energia distribuita
  • sistemi di bilanciamento della domanda e dell'offerta
  • infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici
  • strumenti per aumentare la flessibilità della rete
  • nuovi progetti sui sistemi di accumulo dell'energia

 

Nell’ultimo decennio vi sono state due diverse velocità nella implementazione delle nuove attività dal momento che dopo una prima fase dal 2002 al 2005, caratterizzata da investimenti sporadici e pionieristici, le attività del comparto smart grid è vertiginosamente aumentata. Nel quinquennio 2008-12 infatti, gli investimenti in smart grid si sono stati costantemente sopra i 200 milioni di euro l’anno, raggiungendo i 500 milioni di euro nel 2011. Due le diverse tipologie di suddivisione dei 281 progetti censiti dal report come ci illustra meglio anche il grafico seguente:

 

  • 150 progetti sono relativi alla ricerca e sviluppo, per un budget di 500 milioni
  • 130 progetti sono invece progetti dimostrativi, per un budget di 1.330 milioni

 

Smart Grid Progetti

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Tema cruciale in tutto questo, il reperimento di risorse, visto, come dicevamo, il ruolo fondamentale del pubblico anche alla luce delle incertezze circa ritorni economici. In questo momento il 95% dei progetti in corso è assistito da fondi comunitari che, uniti agli stanziamenti nazionali coprono il 55% degli investimenti in smart-grids europei, con i privati a coprire il restante 45%, tra questi, oltre alle utilities, in prima linea operatori storici dell’ICT come IBM, SIEMENS ed altri.

 

Differenze molto spiccate anche nella mappatura delle velocità di attuazione dei progetti nelle diverse aree dell’Europa, con i 12 paesi membri “giovani” dell’Unione, molto più indietro rispetto agli “storici” 15 paesi. In sostanza ben il 70% della caratura dei progetti in corso è concentrata in una ristretta cerchia di 6 Stati:

 

  • Gran Bretagna con il 15%;
  • Germania e Francia con il 12%;
  • Italia, Danimarca e Spagna con il 10%

 

La natura multinazionale dei progetti riguarda 60 dei 281, localizzati prevalentemente in paesi come Spagna, Francia e Germania. La Danimarca risulta sugli scudi della ricerca e sviluppo, anche per il fortissimo peso esercitato dall’eolico in quel paese, una delle fonti rinnovabili più difficile da gestire, risultando al primo posto sia in termini di investimenti per le smart grid, sia in termini di livello pro-capite che per kWh consumato (vedi grafico seguente).

 

Smart Grid Investimenti

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Finalmente, e ne abbiamo già parlato come fondamentale punto di partenza a vantaggio, ecco l’Italia, che è nettamente in testa nel settore degli smart-meter, i cosiddetti contatori digitali intelligenti, che coprono oramai oltre il 90% delle utenze elettriche nazionali da quando, nel lontano 2001, Enel Distribuzione fece partire la grande operazione di revamping della rete sensoristica energetica italiana. Una operazione con investimenti per 2,1 miliardi di euro, oltre la metà dei 4 miliardi di euro stanziati nell’intera UE. Dietro l’Italia, nello smart-metering segue la Svezia con 1,5 miliardi di euro, con il report che volge uno sguardo al 2020, momento nel quale si spenderanno almeno 30 miliardi per installare 170-180 milioni contatori intelligenti. Tra le criticità da affrontare secondo il report, la problematica non certo trascurabile della mancanza di interoperabilità e standard condivisi tra i diversi paesi, ed ostacoli normativi e di carenza di misure di coinvolgimento partecipativo del consumatori chiamati ad avere un ruolo decisamente più attivo nei nuovi scenari che si vanno delineando.

 

Concludo con questo bel filmato realizzato dal World Economic Forum che ci spiega molto bene i principi ed il determinate ruolo di “governo efficiente” dei nuovi scenari energetici, attribuito alle smart-grids.

 

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